Documento triennale di indirizzo

a cura del Comitato scientifico
 

2016- 2018

2010-2012

Ad un anno dalla sua fondazione, e dopo un ampio confronto con tutti i soggetti interessati, l'Accademia della montagna, istituita con Legge provinciale, ha presentato i propri programmi fino al 2012, sulla base di un documento di indirizzo elaborato dal proprio Comitato scientifico. Alla presentazione, che ha avuto luogo in Provincia lunedì 14 febbraio 2011, erano presenti il Presidente Lorenzo Dellai e l'Assessore all'Urbanistica ed Enti locali Mauro Gilmozzi, assieme e ai dirigenti e ai tecnici più vicini al mondo della montagna.

A presentare l'atto di indirizzo e i programmi futuri dell'Accademia il suo presidente Egidio Bonapace, il direttore Iva Berasi e il presidente del Comitato scientifico Annibale Salsa.

Nel corso della presentazione il presidente Bonapace ha rimarcato con soddisfazione come tutti i principali "attori" della montagna e del suo sviluppo siedano oggi attorno al tavolo dell'Accademia. Sono già operativi alcuni gruppi di lavoro, in particolare, come spiegato dal direttore Berasi, quello sul tema "Formazione e scuola"; il calendario delle attività prevede un corso di formazione in materia di pianificazione e gestione delle aree montane, a cui seguirà a maggio il convegno sui rifugi di montagna fra tradizione e innovazione. E altre attività si susseguiranno nel corso dell'anno.
Ciò che conta però soprattutto, come spiegato dal presidente del Comitato scientifico Salsa, è consolidare una rete virtuosa fra i vari soggetti che oggi operano in montagna, istituzionali e non. "Le Alpi non sono marginali del panorama europeo - ha detto Salsa - ma centrali, anche se non hanno ricevuto fino ad oggi la dovuta attenzione da parte del mondo politico. Dobbiamo ribaltare l'idea negativa della perifericità della montagna, anche perché, con la fine del modello fordista, il vecchio dualismo cemtro-periferia non regge più. Oggi le tecnologie dell'informazione e comunicazione rovesciano queste categorie e consentono di lavorare bene ovunque. La montagna deve guardarsi inoltre dalle categorie contrapposte del globalismo e del localismo: la sua dimensione d'elezione è quella glocale."

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