DIBATTITO: Passi chiusi? Veneto favorevole

L’idea lanciata da Messner di limitare il traffico sulle Dolomiti piace all’assessore Chisso: proposta seria. Dubbi di Belluno: ci danneggia.

Entusiasti Trento e Bolzano, perplesso o apertamente contrario il Veneto sulla proposta di Reinhold Messner di chiudere al traffico privato in determinati periodi del giorno e dell’anno i passi dolomitici più affollati. Quanto alla Carnia, bastano le parole del sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni: «Traffico? Magari. Da noi non abbiamo certo di questi problemi».

«Se vuole chiudere i passi Reinhold Messner lo faccia a casa sua», dice invece, nettissimo, Giovanni Campeol, segretario generale della Fondazione Dolomiti Unesco. Impedire il passaggio delle auto sui passi dalle 10 alle 17, come proposto dallo scalatore altoatesino, non è una visione condivisa dall'ente composto dalle 5 province (Belluno, Udine, Prodenone, Trento, Bolzano), a cui «risulta che l'aria nei luoghi Unesco sia pulita».

Appena più sfumata la posizione dell’assessore all'ambiente e alla mobilità della Provincia di Belluno, Ivano Faoro. «Mi farebbe piacere rivedere Messner per la stima che ho per lui, ma quanto al problema della chiusura al traffico la situazione è molto complessa». C'è, stando all'assessore, una differenza di base tra le realtà di Belluno e Bolzano, difficile da colmare: «Finché non ci sarà una parità economica sulle entrate tra noi e Bolzano, per i "poveri" bellunesi è importante anche il reddito che si genera con l'arrivo di quelle auto». Poi lancia una stoccata al governatore altoatesino, Luis Durnwalder: «È facile quando si è ricchi fare politiche ambientali popolari. Per noi è già più complicato».

Abbottonato ma più possibilista invece l’assessore regionale Renato Chisso: «Messner è una persona seria, quindi anche la sua proposta lo è. Non so se la sua idea sarebbe realizzabile, valuteremo con attenzione, stringendo i tempi del confronto avviato con gli enti locali anche del Trentino Alto-Adige».

Anche il mondo della montagna, nel Veneto, si muove con i passi di piombo: Umberto Martini, bassanese ma presidente del Cai nazionale, dice che «la chiusura dei passi è difficile da gestire, soprattutto in questi tempi di calo degli afflussi turistici. Bisognerebbe comunque predisporre preliminarmente dei percorsi alternativi, o quanto meno mettere a punto un sistema di bus navette, per quando il passo è una meta conclusiva.

Ma faccio osservare che non ci sono ancora dati affidabili sugli effetti economici dei flussi automobilistici».Emilio Bertan, numero uno del Cai Veneto (54mila iscritti), ricorda che la proposta è già stata avanzata un paio di anni fa dai trentini, e che in ogni caso prima di muoversi bisognerebbe sentire la gente del posto, «perchè tutti vogliamo che l’ambiente rimanga integro, ma tale decisione avrebbe effetti notevoli sui bilanci degli esercizi turistici della zona. Ne parleremo nella prossima riunione di tutte le associazioni alpinistiche delle Dolomiti, che avremo ad agosto. Ma va detto che il problema riguarda un periodo molto limitato, agosto e fine dicembre, e un numero limitato di passi».

Quali? Su questo concordano Bertan e il collega trentino della Sat (affiliata al Cai) Piergiorgio Motter (vedi articolo a fianco): Pordoi, Sella, Gardena, eventualmente Campolongo e Falzarego. Escluso il Fedaia, che ha un traffico soprattutto commerciale. Ma ora su tutto questo dovrebbero esprimersi i tecnici e soprattutto i residenti.

Roberta De Salvador, Il Gazzettino, Lunedì 6 Giugno 2011

 

COMUNICATO STAMPA (novembre 2005)

Riscossione di un pedaggio per il transito sui passi in Alto Adige In merito  all’annunciata iniziativa provinciale, che prevede la riscossione di un pedaggio per il transito sui passi dell’Alto Adige, le associazione alpine della Regione Alpenverein Südtirol (AVS), CAI – Alto Adige e Società Alpinisti Tridentini (SAT) assumono la seguente posizione.
Da diversi anni ormai i comuni limitrofi ai passi maggiormente esposti al traffico, ed in modo particolare la popolazione ivi residente, compiono ogni possibile sforzo per arginare l’intenso traffico della alta stagione turistica, allo scopo di salvaguardare in modo efficace la natura e le persone dagli insalubri gas di scarico e dalla eccessiva rumorositá.
La Giunta Provinciale di Bolzano ha recentemente avanzato la proposta di voler raggiungere tale scopo con l’introduzione di un pedaggio di 5,00 € per ogni giorno. Le organizzazioni alpine firmatarie della presente sono convinte che tale soluzione sia fuorviante e non adatta a raggiungere lo scopo prefisso.
Analogamente a quanto accaduto sulle autostrade – dove l’aumento dei pedaggi e del prezzo dei carburanti non è servito a contenere il traffico – anche il transito sui passi non si fermerá davanti all’introduzione di un pedaggio. L’entitá del pedaggio non è certo una barriera sufficiente per limitare il transito sui passi, salvo che per i meno abbienti, cosa che sarebbe oltretutto ingiusto. Lo scopo, ad avviso delle organizzazioni firmatarie, può essere raggiunto solamente con un divieto da applicare a tutti.
AVS, CAI-AA e SAT invitano i Comuni, che entro Novembre devono depositare il loro parere in merito, di esprimersi a favore di una chiusura temporanea dei passi.
Le organizzazioni scriventi sostengono una chiusura totale del traffico privato sui passi dalle ore 9.00 fino alle ore 15.00 nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Durante il periodo di chiusura dei passi, il servizio di trasporto potrebbe essere garantito dagli autobus sia pubblici che privati.
In rappresentanza degli alpinisti, le scriventi organizzazioni devono salvaguardare in ogni modo il diritto di accesso alle montagne. Limitazioni temporali a questo diritto possono essere accettate.
Alla Giunta Provinciale di Bolzano nonchè a tutte le altre Autorità coinvolte nella decisione rivolgono quindil’appello di rivedere la ventilata proposta di introduzione di un pedaggio sui passi in favore di una limitazione temporanea del traffico.
AVS, CAI-AA e SAT informeranno la popolazione circa il proprio punto i vista su questa iniziativa.

Alpenverein Südtirol - Luis Vonmetz - Presidente
CAI – Alto Adige - Franco Capraro - Presidente
Società Alpinisti Tridentini - Franco Giacomoni - Presidente