L’INTERVISTA Appello dell’alpinista ai presidenti delle Province

Messner: «Le Dolomiti soffocano. Auto solo a fasce orarie sui passi»

«La prima cosa da fare per le Dolomiti è regolamentare il traffico. E si può fare, magari chiudendo i passi in stagione nelle ore centrali della giornata. Certo, occorre una personalità forte che spinga per questo, ma si può fare.
Reinhold Messner è sicuro: è possibile far coincidere natura e turismo di massa. Quel turismo, cioè, che ha consentito al suo Sud Tirolo di conoscere una ricchezza mai avuta prima, e che è sempre più l’unica speranza per la gente di montagna. In questi giorni a Brunico per completare l’allestimento del quinto e ultimo Messner Mountain Museum, all’interno dell’antico castello, il più grande scalatore himalayano vivente parla volentieri della sua terra, le Dolomiti. E lancia la sua proposta.

«I problemi ci sono soprattutto in estate e sui passi. Lì si incolonnano migliaia di auto, inquinando e paralizzando tutto - dice -. So che ci sono state varie proposte, dalla chiusura totale al ticket. Ma se la prima è difficile da realizzare, la seconda è ingiusta, perché alla fine i ricchi non avranno difficoltà a passare lo stesso. No, credo ci siano altri sistemi».
Per Messner la soluzione sarebbe quella di istituire una sorta di “fascia oraria” sulle zone più trafficate: «Si potrebbero chiudere al traffico i passi dalla mattina, magari dalle 10, per riaprirli al pomeriggio, verso le 17. In questo modo si offre a chiunque la possibilità di arrivare dove vuole, ma non di continuare a girare tutto il giorno o incolonnarsi in aree già troppo trafficate. Così, una volta scattato il blocco, si invoglia il turista a fare una passeggiata nella zona, per poi riprendere l’auto per tornare a casa qualche ora dopo. Mentre i passi stessi diventerebbero dominio incontrastato dei ciclisti e degli escursionisti: un successo sicuro».
Naturalmente il sistema andrebbe studiato nel dettaglio. «Beh, è evidente che la cosa dovrebbe essere affrontata da uno specialista del traffico - sottolinea l’alpinista - ma prima di tutto ci vuole un accordo a livello politico, tra le cinque province (Belluno, Trento, Bolzano, Pordenone e Udine, ndr)».
Poi arriva l’affondo deciso:«Capisco che non è facile mettere tutti d’accordo, ma io mi rendo fin da ora disponibile per incontrare tutti e cinque gli assessori interessati per portare loro le mie esperienze e parlare di questo problema. Che c’è e va affrontato».
Messner peraltro si rende conto che un’iniziativa di questo tipo non andrebbe estesa a tutta l’area dolomitica indistintamente.«Ci sono delle vere e proprie emergenze - spiega - e mi pare che l’area del Sella è quella con i problemi maggiori. Si potrebbe cominciare da lì, facendo incontrare gli assessori di Bolzano, Trento e Belluno. Se la cosa funziona, come credo, si potrebbe estendere gradualmente al altri passi, come
il Falzarego. Alla fine, si tratta solo di copiare il modello del Dolomiti Superski. Oggi lo sciatore che arriva da noi lascia la macchina in albergo e in appartamento e si muove con gli skibus e con gli impianti di risalita, spostandosi di valle in valle. Ecco, se chiudendo i passi si istituissero dei bus navetta il traffico verrebbe eliminato, mentre il turista potrebbe muoversi pure attraverso le tante funivie e seggiovie di cui disponiamo.
Insomma, i collegamenti ci sarebbero ugualmente, senza inquinare».


Ugo Pollese