RIFUGIO CARDIOPROTETTO: escursionista salvato

Ecco perché un rifugista deve essere anche soccorritore. Ed ecco l’importanza di dotare tutti i rifugi di un defibrillatore . 11 agosto 2020. A metà del sentiero che porta al rifugio Pedrotti - Tosa, nel cuore delle Dolomiti di Brenta, nei pressi del "Baito dei Massodi", un escursionista è stato colpito da arresto cardiaco. Il gestore del Rifugio stesso, Guida Alpina Franco 'Franz' Nicolini e la figlia Elena, dopo essere stati allertati dalla centrale del 112, sono partiti repentinamente dal rifugio (defibrillatore alla mano) e, giunti sul posto nel tempo record di otto minuti, hanno iniziato le manovre necessarie per la rianimazione utilizzando il dispositivo in dotazione. Franco e Elena hanno così 'ripreso' il malcapitato in attesa del medico rianimatore giunto sul posto con il mezzo dell'elisoccorso. Come riferisce lo stesso Nicolini: "La centrale del 112 era stata allertata dai parenti dello sfortunato escursionista. Sono stato così avvertito sia in veste di rifugista che di soccorritore. Ecco perché il rifugista deve essere anche un soccorritore". 
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