RifugioPlus, architettura per vivere la montagna

Forme di Turismo Sostenibile per la Media Montagna

Il 26 settembre 2016 si è svolto il Corso di Architettura e Composizione Architettonica 3 dell'Università degli Studi di Trento.
Dopo aver affrontato il tema del rifugio escursionistico, del rifugio alpino e dello chalet sulle piste da sci, il Laboratorio rifugioPLUS, nato dall’incontro fra Accademia della Montagna del Trentino e alcuni docenti del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Trento, ha inteso sviluppare il tema della malga, fra alpeggio tradizionale e forme di micro-ricettività a stagionalità estesa legate ai comprensori dello sci da fondo invernali, all’outdoor, al cicloturismo e turismo culturale/enogastronomico.
L’oggetto di studio scelto per l’anno 2016/2017 è Malga Costesin di Sopra, 1502 mslm, una struttura tradizionale, oggi defunzionalizzata, che presenta importanti valori di posizione rispetto alle route cicloturistiche e al comprensorio dello sci di fondo dell’Altopiano di Vezzena.

Link alla locandina e al programma 
Link alla gallery foto del sopralluogo con gli studenti alla malgaCostesin di Sopra

Architettura al 63. Trento Film Festival 2015
montagna/società/cinema/letteratura

Quest’anno, per la seconda volta dopo l’esperienza della mostra del 2014: RifugioPlus, architettura per vivere la montagna, l’architettura conferma la sua presenza tra i temi di Trento Film Festival 2015.
La mostra rifugioPLUS L’architettura del limite ospita i progetti che gli studenti della laurea in Ingegneria edile – Architettura hanno ideato come giovane contributo di idee alle esigenze di chi frequenta la montagna.
Il progetto formativo, nato dalla collaborazione, ormai giunta al terzo anno, tra l’Università di Trento e l’Accademia della montagna del Trentino, mette in mostra 13 proposte per i gloriosi rifugi Brentei e Pedrotti nel gruppo delle Dolomiti di Brenta, con differenti gradi di trasformazione; per entrambi i rifugi, che richiedono interventi importanti di rinnovamento, il progetto si è avvalso della collaborazione dei proprietari delle strutture: CAI Monza e SAT Società degli Alpinisti Tridentini e degli attuali gestori.

Fa parte della mostra dei progetti, come una sorta di ideale corografia, un video di rappresentazione digitale del contesto ambientale e paesaggistico dedicato ad una serie di rifugi nei gruppi dolomitici trentini del Brenta e del Catinaccio; il filmato raccoglie gli “sguardi inediti” attraverso i quali i rifugi e la montagna sono stati interpretati dagli studenti del corso di Disegno Automatico, coordinato dalla prof. Giovanna A. Massari.
I modelli plastici sono l’esito del laboratorio didattico di Architettura e Composizione architettonica 3, a cui hanno collaborato, con lezioni, contributi critici, suggerimenti e valutazioni, gli specialisti invitati al corso rifugioPlus: storici dell’architettura d’alta quota, progettisti, antropologi, amministratori, guide alpine e gestori di rifugi. Come forma didattica di confronto con la società reale, anche quest’anno gli studenti sono stati sul campo, ospiti per due giorni di Accademia della montagna, e quest’anno anche del CAI Monza al rifugio Brentei nel cuore delle dolomiti di Brenta, come base per l’escursione al Pedrotti Tosa, per studiare nel concreto i problemi specifici e le opportunità che l’architettura può offrire al rinnovamento della tradizione di queste strutture.
Un rifugio offre ai suoi ospiti la possibilità di conoscere ed esplorare in sicurezza il territorio di cui è presidio. Obiettivo è quello di mantenere efficiente e il più possibile attivo, il supporto a chi, esperto, scala la montagna ma anche a chi, giovani e meno giovani, semplicemente comincia a frequentarla, rispettarla e amarla. 

Si trattava quindi di studiare le soluzioni adeguate al naturale sviluppo delle forme di accoglienza in quota, per continuare a trasmettere quel senso di vivere essenziale dell’ambiente montano di cui i rifugi sono testimoni storici: un vivere fatto di spazi per piccoli gruppi –le camere o camerate- e da uno spazio di relazione, solitamente la sala comune per il pranzo, dove da sempre le diverse generazioni di alpinisti ed escursionisti si incontrano e confrontano le loro esperienze.
La sfida che gli studenti hanno dovuto affrontare è stata quella di immaginare progetti di riqualifica di due storici rifugi di alta quota che, come molti altri, nelle nostre alpi, sono stati oggetto di numerosi ampliamenti nel tempo, perdendo progressivamente le loro caratteristiche identitarie, ma anche la funzionalità degli spazi e spesso hanno peggiorato le carenze originarie della costruzione.
In molti casi, per garantire gli standard di sicurezza, offrire un comfort adeguato e necessario a un’utenza in evoluzione e possibilmente allargare nei numeri e nel tempo il servizio a chi vive o si avvicina alla montagna, è necessario fornire anche ai gestori gli strumenti per una maggiore capacità di servizio e sostenibilità della loro impresa, e non solo affidarsi alla volontaristica capacità ed entusiasmo; il patrimonio dei nostri rifugi è straordinario ma spesso in condizioni inadeguate al loro prestigio; è necessario avviare  organici progetti di ripensamento, con straordinari interventi di rinnovamento, ristrutturazione o talvolta di sostituzione degli edifici, per mantenere il concetto di essenziale ospitalità tipico dei rifugi alpini.
Il tema del limite rappresenta una espressione culturale di grande responsabilità ma anche di grande bellezza intellettuale laddove, in montagna, l’architettura diventa la soglia estrema di presidio per gli insediamenti nel paesaggio.
In questa importante esperienza formativa gli studenti si sono trovati necessariamente a confrontarsi, nel progetto di architettura, con le condizioni ambientali estreme di queste quote, dove la difficoltà del cantiere, del vivere per un periodo la quotidianità in situazioni estreme e del dover garantire, attraverso i manufatti, la sopravvivenza stessa delle persone, sono portati alle condizioni limite -tra ambiente umano e ambiente naturale- e possono suggerire nuove frontiere per l’architettura e la cultura del paesaggio alpino.
Come dice il presidente dell’Accademia della montagna Egidio Bonapace, l’architettura dei rifugi è una espressione alla radice della esperienza culturale umana: il tentativo dell’uomo di rendere abitabile un luogo che naturalmente non lo è.

Nella mostra sono visibili, grandi modelli plastici, progetti degli studenti del Laboratorio di Architettura e Composizione architettonica 3, prof. Claudio Lamanna, della Laurea specialistica in Ingegneria edile – Architettura. Un video digitale, prodotto dagli allievi del corso di Disegno Automatico coordinato dalla prof. Giovanna A. Massari, illustra il contesto ambientale e paesaggistico di alcuni rifugi nei gruppi dolomitici trentini del Brenta e del Catinaccio.

 

Architettura al 63. Trento Film Festival 2015
montagna/società/cinema/letteratura


 
RifugioPLUS L’architettura del limite
progetti dell’Università di Trento per i rifugi alpini “Maria e Alberto Bellani” al Brentei e “Pedrotti” alla Tosa
mostra aperta dal 30 aprile al 15 maggio 2015
Spazio archeologico di Palazzo Lodron Zippel, piazza Lodron, Trento
Inaugurazione giovedì 30 aprile 2015, ore 15,30
introduzione di Paolo Collini, Rettore Università di Trento, Marco Tubino direttore DICAM
presentazione dei curatori della mostra e di Giovanna A. Massari DICAM
intervengono:
Egidio Bonapace, presidente Accademia della Montagna del Trentino.
Antonio De Rossi, direttore Istituto di Architettura Montana, Politecnico di Torino
Luca Gibello, presidente associaz. Cantieri d’alta quota
Claudio Bassetti, presidente SAT Società degli Alpinisti Tridentini
Giuseppe Meani, vice presidente CAI Monza
Alberto Winterle, presidente Ordine Architetti PPC della Provincia di Trento 
 
Mostra a cura di Claudio Lamanna, Riccardo Giacomelli e Giovanna Salgarello
Orari: lun - gio 10.00 - 13.00 / 15.00 - 18.00
ven, sab e festivi 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00. Lunedì 11 maggio chiuso.
 
Una iniziativa di rifugioPlus, Dipartimento DICAM, Università di Trento
main partner: Accademia della montagna del Trentino
media partner: Cantieri d’alta quota
con la collaborazione di: Banca Popolare Volksbank

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Il corso di "Architettura dei rifugi alpini

Nasce  una proficua collaborazione tra l’Università di Trento e Accademia della Montagna del Trentino che su richiesta del professor Claudio Lamanna contribuisce all’organizzazione di un corso di "Architettura dei rifugi alpini" presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Trento in  appoggio al corso  di Architettura 3 partito il 17 settembre.
Alla  definizione dei contenuti ha contribuito  il Comitato scientifico di Accademia con Annibale Salsa e Paolo Tosi che con il presidente Egidio Bonapace ed il professor Claudio Lamanna hanno definito anche l’importanza di occuparsi di un caso concreto di intervento su un rifugio ,individuando con il consenso dei proprietari il rifugio Catinaccio per un progetto di riqualificazione.
A Luca Gibello (storico e critico di architettura, caporedattore de «Il Giornale dell’Architettura»),che ha collaborato con Accademia quale responsabile scientifico del convegno internazionale “Rifugi in divenire” è stata affidata la parte teorica del  corso di "Architettura dei rifugi alpini" presso la Facoltà di Ingegneria edile - Architettura dell'Università di Trento. Tra i docenti anche Annibale Salsa e Claudio Fabbro.
Le lezioni, in appoggio al corso di Composizione architettonica tenuto dal professor Claudio Lamanna, serviranno a fornire strumenti e nozioni ai fini della redazione del progetto di riqualificazione del rifugio Catinaccio, assunto quale concreto caso studio. L'istituzione del corso, fortemente voluto da Accademia della montagna del Trentino, rappresenta un unicum in Italia e probabilmente non ha pari neppure nelle altre istituzioni universitarie dell'arco alpino.
Gibello, presidente di Cantieri d'alta quota (associazione culturale fondata a Biella nel maggio 2012 con l’obiettivo di incentivare la ricerca, divulgazione e condivisione delle informazioni storiche, progettuali, geografiche, sociali ed economiche sulla realtà dei punti d’appoggio in montagna), si è detto entusiasta dell'iniziativa, che "conferma l'impegno di Accademia della montagna del Trentino in direzione di una maggiore consapevolezza circa il tema dei rifugi e della montagna in genere come patrimonio collettivo". 
"Mi è doveroso", ha aggiunto Gibello, "ringraziare Accademia per la fiducia riposta nella nostra associazione di cui è socio sostenitore, che non fa che consolidare il rapporto già avviato con successo in occasione del convegno internazionale Rifugi in divenire alla cui organizzazione, a cura di Accademia, Cantieri d’alta quota ha contribuito come curatore scientifico". 
Alle lezioni in aula che forniranno  dettagliati elementi di conoscenza e valutazione affinché gli studenti possano affrontare con adeguati strumenti il tema di progetto seguirà un sopralluogo di due giorni presso il rifugio Catinaccio con alloggio presso il rifugio Gardeccia.
Da martedì 24 settembre a mercoledì 25 saranno 40 gli studenti universitari che prenderanno parte al progetto di ristrutturazione del rifugio Catinaccio con esperienza sul campo attività prevista all’interno del corso di laurea.
L’attività al Catinaccio sarà introdotta  del professor Claudio Lamanna e da Egidio Bonapace, presidente dell’Accademia della Montagna .; seguirà poi una sessione di rilievo del Rifugio Catinaccio ,alla sera una lezione sulla percezione del paesaggio alpino ed il giorno dopo una  sessione di Disegno-Lettura del paesaggio per mezzo di schizzi .
 
L’obiettivo di Accademia della Montagna  nel volere  questa collaborazione con l’Università è quello di favorire la conoscenza della montagna entrando nei luoghi della formazione e della cultura  favorendo la conoscenza della montagna e delle attività che la mantengono viva anche attraverso l’esperienza diretta .

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